Why my feet?

This journey’s started about a year ago (currently December 2015), though I didn’t realise it then.

There were no public transports to take, no accommodations to book, guidebooks to consult, everything looked the same on the surface, extremely static.

At that time I was attending to a mindfulness class, to try and get back in touch with my inner self, which was lost somewhere back in time. One day, after one great session, I realised that I had finally understood a sentence that I was told months earlier by a dear friend, just before leave each other and going back to our lives and inner fights.

In search of a safe harbour to hide in, 9 months earlier I had gone back to my hometown, looking for a break from my daily routine, as I was going through a great storm of emotions, deeply in trouble, and I knew that the place and people I had left behind some years earlier were full of the energy I was so much in need of.
My dear friend, shiatsu practitioner, treated me the day before I left, and after that session he told me: “I want you to always be aware of where your feet are“. I did look at him, a little confused, and just said “ok…”, thinking that I might have needed to invest some time to reflect on that meaning.

Since then, a lot of other things happened in my life. Coming back to Scotland didn’t help my recovery process to speed up, I was completely lost, I had no idea where to start from, and totally¬†forgot about that sentence at all.
Swallowed by the biggest vortex ever, despite all my efforts to avoid being sucked up completely, and with time running crazy fast,  I found myself at the end of the year utterly exhausted.
It was early December and, even If I was deeply worn, something inside had stopped burning its flame and the  natural survival instinct had come back to my tired mind.
Loads of new resolutions for the forthcoming year started piling up in my head and with this new light inside I walked into the new year, starting new projects, activities dedicated to myself only and fully committed to get  back in control of my life.

The mindfulness sessions were swinging with my moods and, when I reached half of its length, I had almost decided to stop as I thought it was not helping at all. In fact all those introspective moments were throwing me back into the dark, bringing to the surface emotions that I didn’t want to feel, making me face situations that I hadn’t dealt with yet, because they were painful, and I just didn’t want to be there anymore, feel that grief no longer.
Instead of giving up I committed myself with even more dedication, strongly convinced that I had to find that “self” that I knew was there somewhere, asleep, and without even noticing it I found myself on the right path.¬†Still a lot of work had to be done, this was just the very beginning of my rebirth, but realising to be fully aware of where I was in that precise moment, recalled from the back of my mind those forgotten words of months earlier, so meaningless then and so surprisingly clear and obvious now.
I knew exactly where my feet were! And what a relief being able to fully understand the whole meaning of it!

This inner¬†journey brought me to many places, I went far away with my mind, to unknown places, I got lost, desperate, I found myself, and got lost again… but I’ve seen and felt with all myself what it truly means to be fully aware of yourself, knowing exactly where your feet are, and this great¬†feeling¬†is something that enlightened my soul, saved me, and it has now become my final destination.
It’s not easy to keep that balance, that flame burning. Our mind is super good at finding excuses to avoid being in such a position where it has to face something it doesn’t like (we don’t like), something that is scary, and difficult to handle, even if it knows that the final reward is the greatest we would ever experience.

I believe that “Marta’s feet” couldn’t be a more appropriate name for this blog. It will be a travel blog, of distances covered by my feet, in kilometers (or miles!), into new places, new adventures, as well as inner destinations, seeking that balance that is so fulfilling that it’s worth spending every single effort and energy for its great achievement.
Me, myself, my destination, my new feet.

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I miei piedi –¬†Perch√© questo nome?

Questo viaggio è iniziato quasi un anno fa (siamo a Dicembre 2015 ora), senza che me ne accorgessi.
Non c’erano mezzi da prendere, alloggi da prenotare, guide da consultare, apparentemente era tutto uguale, ed estremamente statico.
Un giorno, mentre rientravo da una delle sedute di¬†mindfulness, corso al quale avevo deciso di iscrivermi per cercare di recuperare, almeno in parte, il rapporto con la persona dentro di me e della quale, da tempo, non avevo pi√Ļ notizie, ho realizzato di aver capito una frase che, alcuni mesi indietro, mi era stata detta da un caro amico prima di lasciarci e tornare ognuno alle proprie faccende, alle proprie vite e lotte interiori.

9 mesi prima, nel bel mezzo di una tempesta interiore, ero rientrata nel mio paese d’origine per cercare di staccare dalla routine quotidiana ed assorbire pi√Ļ energie possibili dagli affetti e luoghi che avevo lasciato in quella terra, e che sapevo essere carichi per me.
Il giorno prima di ripartire, il mio caro amico, praticante shiatsu, dopo avermi trattata mi disse “voglio che tu impari a sapere sempre dove siano i tuoi piedi“. Lo guardai un po’ perplessa, cercando di interpretare le sue parole al meglio, ma senza realmente sapere in quale direzione dovessi andare per assecondare quella sua richiesta, ma gli dissi “ok…” pensando che forse avrei dovuto dedicare del tempo a rifletterci su..

Da allora molte altre cose successero nella mia vita, al mio ritorno in Scozia non iniziai a stare meglio, a capire quale fosse la direzione da prendere, ne’ tantomeno mi impegnai a riflettere sul significato di quelle parole. Tutt’altro, venni inghiottita da un vortice fortissimo, nonostante cercassi di combattere per non esserne risucchiata e, col tempo che correva, mi ritrovai quasi stremata davanti alla fine dell’anno.
Erano i primi di dicembre e, nonostante mi sentissi sfinita, qualcosa dentro aveva finalmente smesso di bruciare e l’istinto di sopravvivenza aveva nuovamente fatto capolino nei miei pensieri.
Un sacco di buoni propositi per l’anno in arrivo¬†riempivano la mia immaginazione e le mie giornate, e con questa luce interiore mi feci strada nel nuovo anno, iniziando nuovi progetti, impegnandomi in attivit√† dedicate solo a me stessa ed al recupero della mia vita.

Le sessioni di¬†mindfulness¬†si altalenavano con i miei stati d’animo, e all’incirca a met√† del percorso avevo quasi deciso di mollare perch√© pensavo non mi stesse aiutando, anzi, tutta quella introspezione a volte mi rigettava nel buio, riportava in superficie emozioni che non volevo provare, mi rimetteva davanti a situazioni non ancora affrontate, dolorose, ed io non volevo pi√Ļ stare l√¨.
Invece di abortire mi impegnai con ancora pi√Ļ dedizione, e sempre pi√Ļ determinata a ritrovare quell’IO che sapevo essere assopito, da qualche parte, scoprii di aver finalmente imboccato la strada giusta. C’era tanto da lavorare ancora, ero solo all’inizio della mia rinascita, ma prendere coscienza di dove mi trovavo esattamente in quel momento – piuttosto che vedere nient’altro che buio tutto intorno – fece riaffiorare quelle parole dette mesi addietro, allora incomprese ed ora sorprendentemente chiare e semplici.
Sapevo dove erano i miei piedi! E che sollievo essere in grado di coglierne tutto il significato!

Questo viaggio interiore mi ha portato in tanti luoghi, nella mia mente sono andata lontano, in posti sconosciuti, e mi sono persa, disperata, e poi ritrovata e persa ancora…
Ma ho visto e sentito con tutto il mio essere cosa significa avere la piena consapevolezza di dove siano i tuoi piedi, e quella sensazione è qualcosa che mi ha illuminato, e salvato, ed è diventata la mia meta.
Non √® facile mantenere quell’equilibrio, quella fiamma accesa. La nostra mente √® bravissima a trovare mille scuse pur di non dover affrontare ci√≤ che non ci piace, ci√≤ che ci fa paura ed √® difficile da gestire, anche se sa che il risultato finale sar√† il pi√Ļ gratificante di tutti.

Credo che “Marta’s feet ” non sarebbe potuto essere pi√Ļ appropriato come nome per questo blog. Sar√† un blog di viaggio, di distanze coperte con i piedi, in kilometri, in posti nuovi, nuove avventure, ed altrettante destinazioni interiori, alla ricerca di quell’equilibrio cos√¨ piacevole da meritare l’impiego di tutte le energie possibili per il suo raggiungimento.
Io, la mia meta, i miei piedi nuovi.